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Votazioni federali 26.9.2021: matrimonio omosessuale e tassazione per ricchi

Matrimonio per tutte e tutti, il popolo svizzero ha detto: "Sì, lo voglio"

Dopo quattro decenni di lotta, gli attivisti e le attiviste per i diritti delle persone omosessuali festeggiano domenica il chiaro "sì" al matrimonio per tutti. Keystone / Peter Schneider

La modifica del Codice civile che apre il matrimonio anche alle coppie omosessuali è stata approvata da una grande maggioranza del popolo elvetico (64%,1). Un passo necessario e dovuto da molto tempo, dicono i sostenitori e le sostenitrici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2021 - 18:40
Zeno Zoccatelli con Keystone/ATS

La Svizzera ha compiuto domenica 26 settembre il passo già intrapreso dalla maggior parte dei Paesi dell'Europa occidentale concedendo il diritto di sposarsi anche alle coppie formate da due uomini o da due donne.

La modifica del Codice civile Link esterno(il cui iter ha preso il via nel 2013 con l'iniziativa parlamentare presentata dal gruppo Verde Liberale "Matrimonio civile per tutti") è stata approvata alle urne con il 64%,1 dei voti a favore.

Il testo è stato accettato in tutti i cantoni, anche quelli storicamente conservatori. A Glarona è stato ad esempio accolto con il 61,12% dei voti, e a Nidvaldo il "sì" ha raggiunto il 61,57%.

In Ticino i favorevoli sono risultati il 52,92%, nei Grigioni il 62,75%. Il matrimonio per tutte e tutti ha avuto particolarmente successo a Basilea Città con un'approvazione del 73,96%. Il cantone più "timido" è risultato invece Appenzello Interno, con "solo" il 50,82% di "sì".

Il progetto sul quale si è espresso l'elettorato era stato approvato dal Parlamento lo scorso dicembre. In seguito, un comitato interpartitico composto principalmente da rappresentanti dei due partiti conservatori di destra, l'Unione democratica federale (UDF) e l'Unione democratica di centro (UDC), ha lanciato un referendum, riuscendo a raccogliere le oltre 50’000 firme necessarie per portare il testo al voto nazionale.

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Dopo il sì alla modifica, le coppie omosessuali potranno unirsi in matrimonio in Svizzera. Fino ad oggi, era loro concesso solo di concludere un'unione domestica registrata che, sotto molti aspetti, comporta gli stessi diritti e gli stessi doveri di un matrimonio. Ad esempio, i due congiunti o congiunte possono scegliere un cognome comune, ricevere protezione in caso di cessazione di una locazione e percepire una parte dell'eredità o della pensione del o della coniuge. Dal 2018, è possibile anche l'adozione del figlio del partner.

Sono circa 700 le coppie che ogni anno in Svizzera registrano la loro relazione in questo modo.

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Cosa cambia con il matrimonio per tutti e tutte?

Con il "sì" alle urne da parte di una maggioranza del popolo (non trattandosi di una modifica costituzionale non era necessaria la doppia maggioranza di popolo e Cantoni) le coppie omosessuali sposate potranno adottare congiuntamente un bambino. Se una delle due persone è di nazionalità straniera, potrà beneficiare di una procedura di naturalizzazione agevolata, più breve e meno costosa.

Le coppie di donne sposate avranno anche accesso alla donazione di sperma in Svizzera. Poiché la legge svizzera vieta la donazione anonima, il bambino potrà conoscere l'identità del donatore all'età di 18 anni ed entrambe le donne saranno riconosciute come madri dalla nascita. Se si ricorre invece a una banca del seme all'estero, solo la madre biologica sarà riconosciuta.

Chi si trova attualmente in un'unione domestica registrata potrà mantenerla oppure convertirla in un matrimonio a tutti gli effetti, ma non sarà più possibile stipularne di nuove.

Per sostituire questa forma di unione, l'Amministrazione federale sta lavorando a un patto di solidarietà civile (pacs) simile a quello francese. L'idea sarebbe quella di creare un regime per le coppie eterosessuali o omosessuali con conseguenze giuridiche meno ampie del regime matrimoniale.

>> Ger è colombiano e nel 2011 si è sposato con il suo compagno svizzero a Barcellona. Il loro contratto di matrimonio potrebbe essere riconosciuto dalla Svizzera nel 2022.

Un passo dovuto e necessario

Il progetto ha ottenuto un ampio sostegno da parte della popolazione fin dal principio della campagna in vista della votazione. L'argomento principale dei sostenitori e delle sostenitrici al testo, ovvero che si tratta di un passo dovuto e necessario per l'uguaglianza delle persone omosessuali, ha fatto presa. 

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Tuttavia, nel corso della campagna, il consenso al testo è diminuito. Nell'ultimo sondaggio SSR, svolto a inizio settembre, il 63% delle persone interpellate ha dichiarato di voler votare a favore, sei punti percentuali in meno rispetto al primo sondaggio, condotto in agosto.

Si tratta di una tendenza anomala, poiché generalmente le decisioni governative e parlamentari sottoposte all'esame delle urne tendono a guadagnare consenso nel corso della campagna anziché perderlo, come spesso invece accade per le iniziative popolari.

Gli argomenti del "no" sembrano dunque aver convinto almeno su una parte della popolazione. In particolare, la campagna di contrari e contrarie si è concentrata sull'accesso alla procreazione medicalmente assistita per le coppie di donne. Chi si opponeva alla modifica di legge sostiene che questa possibilità sacrifichi l'interesse superiore della prole.

Inoltre, il campo del "no" ha puntato molto sul significato tradizionale del matrimonio nella nostra società e sul ruolo dell'uomo e della donna al suo interno.

"Un segnale per la parità"

Il comitato dei favorevoli al matrimonio per tutte e tutti ha definito il risultato di domenica alle urne "un'importante pietra miliare della storia dei diritti in Svizzera". Si tratta di un chiaro segnale per la parità, ha detto la co-presidente Maria von Känel.

Von Känel, ai microfoni dell'agenzia Keystone-ATS, si è dichiarata contenta del fatto che i cittadini non si siano lasciati fuorviare dalle "false informazioni" degli oppositori. A suo dire, contrariamente a quanto sostenuto dai contrari, i diritti dei bambini diventeranno ora addirittura maggiori, grazie ad una certezza giuridica fin dalla loro nascita.

"Siamo emozionati vedendo i dati dei voti. Personalmente ho fatto coming out negli anni '80 e non è stato sempre divertente", ha dal canto suo dichiarato ai microfoni della SRF il consigliere nazionale Michael Töngi (Verdi). "Spesso si ha l'impressione che in politica non si avanzi mai, ma le cose sono cambiate. Sono felice, ma le lotte per l'eguaglianza continuano", ha aggiunto.

"La proposta è vecchia in realtà, in Svizzera ci vuole sempre un po' di tempo per ottenere le cose, ma quello di oggi è comunque un grande risultato", ha detto ancora. "Ora speriamo che per tutti i giovani fare coming out diventi ancora più semplice", ha concluso il deputato.

>> SWI swissinfo.ch ha raccolto le prime reazioni dal campo del sì:

"Importante votare"

Totalmente diverso il tono delle reazioni nel campo dei contrari. Per il benessere dei bambini è un "giorno nero", ha sostenuto la consigliera nazionale Monika Rüegger (UDC), del comitato contrario alla modifica. A suo dire, i bimbi ora non hanno più diritto a crescere con un padre e una madre.

I favorevoli hanno unito il matrimonio per tutti, assolutamente non contestato, alla donazione di sperma, ha detto Rüegger all'agenzia Keystone-ATS. Ma la votazione non riguardava l'amore e i sentimenti, ma il benessere dei bambini. Il comitato non è riuscito a smascherare "la falsa immagine della proposta", ha sottolineato la deputata. La scelta odierna nasce dall'egoismo degli adulti e va a scapito dei diritti dei bambini, ha rincarato la dose.

Altri oppositori hanno preso il risultato con più filosofia. Anian Liebrand, democentrista fra i fautori della campagna, non si pente di aver proposto il referendum. "È stato fondamentale portare un argomento così importante davanti al popolo", ha detto ai microfoni della SSR.

Il tutto, anche solo per poter fare davvero chiarezza: "In molti, fino all'ultimo giorno, non hanno capito che si parlava anche del futuro di alcuni bambini. I favorevoli parlavano solo di quanto è bello l'amore, ma il tema era decisamente più complesso", ha sottolineato.

>> Ecco le reazioni del campo del "no" raccolte da SWI swissinfo.ch:

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