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Coronavirus: la situazione in Svizzera

Il governo svizzero potrebbe decidere di prolungare le misure in vigore, tra cui il telelavoro, fino a fine marzo. Gaetan Bally/Keystone

Le nuove infezioni da coronavirus, principalmente dovute a omicron, stagnano a un livello alto. Colpiti soprattutto i giovani e la popolazione attiva.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 gennaio 2022 - 16:32
swissinfo.ch con agenzie e RSI

Ultimi sviluppi:

  • Le nuove infezioni di coronavirus "stagnano a un livello alto". Grandi differenze regionali.
  • La pressione sugli ospedali è forte ma l'occupazione dei reparti di terapia intensiva è "gestibile"
  • Il 90% dei casi di covid nella Confederazione è da ricondurre alla variante omicron.
  • Pfizer deposita in Svizzera la richiesta di omologazione di un farmaco contro la Covid-19
  • Quarantena accorciata a 5 giorni per le persone senza sintomi (più dettagli nella sezione: "Quali sono le nuove misure decise dal Governo").
  • Il Consiglio federale intende prolungare le misure attualmente in vigore fino in marzo. Decisione definitiva entro la fine della settimana.
  • La durata del certificato Covid svizzero verrà ridotta verosimilmente da un anno a 9 mesi.
  • Tutte le persone che vogliono recarsi in Svizzera devono presentare un test negativo al coronavirus prima di entrare nella Confederazione. Chi non è vaccinato o guarito deve sottoporsi anche a un secondo test tra i quattro e i sette giorni dopo l'arrivo nel Paese. Per maggiori informazioni consultate il servizio Travelcheck.Link esterno

Per accedere ai dati completi aggiornati sulla pandemia, consultare Coronavirus: i numeri in Svizzera o il nostro articolo qui sotto.

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Come sta evolvendo la pandemia in Svizzera?

In Svizzera, in 24 ore, si sono registrati 29'142 nuovi casi di coronavirus, secondo le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) il 18 gennaio. Sono stati segnalati 14 nuovi decessi e 125 persone sono state ricoverate. Esattamente una settimana fa, l'UFSP ha annunciato 24'602 casi, ovvero 4'540 in meno, 129 ricoveri e 16 decessi. 

Le nuove infezioni da coronavirus toccano soprattutto i giovani e la popolazione attiva, ha sottolineato il 18 gennaio Virginie Masserey, caposezione presso l'UFSP. I cantoni più toccati sono il Ticino e quelli della regione del lago Lemano nella quale si registra il più forte aumento dei ricoveri.

La variante Omicron è legata a circa il 90% delle infezioni registrate in questi giorni, le quali "stagnano a un livello molto alto", ha indicato Masserey la quale ritiene che un ulteriore aumento dei contagi è possibile anche se sarà probabilmente più lento.

L'impatto sugli ospedali è netto, ma l'occupazione dei reparti di terapie intensiva resta gestibile, ha aggiunto Masserey, che ha ammesso: "Non sappiamo veramente dare una spiegazione alle differenze geografiche e neanche quale ne sarà l'evoluzione".

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Molti malati di Covid-19 ricoverati negli ospedali zurighesi provengono da altre regioni del Paese. Le autorità del Canton Zurigo chiedono agli altri Cantoni di pagare i costi aggiuntivi non coperti. Finora solo Zugo ha annunciato la sua disponibilità. Attualmente sono circa 200 i pazienti Covid-19 ricoverati negli ospedali del Canton Zurigo, un quarto dei quali in unità di terapia intensiva. Il 10-15% di loro proviene da altri Cantoni.

>> Leggi: Coronavirus: i numeri in Svizzera

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Quali sono le ultime misure decise dal governo?

Dal 13 gennaio, il periodo di quarantena o isolamento è passato a 5 giorni anziché 10 (7 in alcuni Cantoni). Lo ha deciso il 12 gennaio il Consiglio federale rispondendo a richieste provenienti da più parti. Nella pratica, una persona risultata positiva al coronavirus potrà interrompere l'isolamento dopo 5 giorni se non presenta sintomi da almeno 48 ore. Inoltre, solo le persone che vivono in una stessa economia domestica con una persona positiva o hanno avuto relazioni strette paragonabili dovranno mettersi in quarantena. Questo solamente se non sono state vaccinate negli ultimi quattro mesi.

Il governo giustifica la decisione con due ragioni: la durata di tempo tra l'infezione e il periodo in cui una persona è contagiosa è diminuita con la variante Omicron. In secondo luogo, le strutture di tracciamento dei contatti, così come l'economia, la società e gli ospedali sono sotto pressione a causa delle assenze prolungate delle persone dal lavoro.

Un nuovo pacchetto di restrizioni è pronto, ha comunicato il Governo il 12 gennaio, ma per il momento l'esecutivo rinuncia ad adottare provvedimenti oltre a quelli già in vigore (in dettaglio qui sotto). Durante la prima conferenza stampa dell'anno sono state avanzate le seguenti proposte: un prolungamento fino in marzo delle misure attuali (tra cui 2G e telelavoro obbligatorio) e un accorciamento della durata del certificato Covid da da 12 a 9 mesi. In questo modo si garantisce che il certificato di vaccinazione continui ad essere riconosciuto dall’UE. Una decisione definitiva è attesa questa settimana.

Le misure in vigore dal 20 dicembre al 24 gennaio 2022 (che probabilmente verranno prolungate fino in marzo) colpiscono anche le persone vaccinate e guarite, e sono state introdotte per far fronte alla contagiosa variante Omicron ed evitare nuovi lockdown.

Concretamente, si è passati al dispositivo "2G" (ossia accesso riservato solo alle persone vaccinate e guarite, dal tedesco "geimpft" o "genesen") in tutte le aree al chiuso, tra cui ristoranti e palestre, in cui in precedenza si applicava la regola "3G" (che include anche le persone con un test negativo).

Allo stesso tempo è obbligatorio indossare una mascherina e le consumazioni sono possibili solo restando seduti. Queste regole si applicano anche nelle aree di ristoro delle manifestazioni. Per gli eventi all'aperto con più di 300 persone continua invece ad essere applicata la regola "3G".

Per discoteche, bar e determinate attività sportive e culturali del tempo libero ci vuole invece un certificato "2G+". Vale a dire che le persone vaccinate o guarite devono anche presentare un test negativo.

Restrizioni per le persone non immunizzate sono previste anche per gli incontri privati al chiuso: se è presente una persona non vaccinata o guarita di più di 16 anni, questi sono limitati a dieci persone, bambini inclusi.

Allo scopo di limitare i contatti sociali nella popolazione, il Governo ha decretato l'obbligo del telelavoro. Se l'home-working non fosse possibile, bisogna indossare la mascherina nei locali in cui è presente più di una persona.

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Allineandosi alle recenti decisioni del Parlamento, il Consiglio federale ha deciso che i test anti-Covid sono di nuovo parzialmente a carico della Confederazione. Sono coperti i test antigenici rapidi e quelli PCR salivari aggregati. Anche i test PCR individuali per le persone sintomatiche e i loro contatti sono gratuiti. Non sono invece rimborsati i test PCR individuali, quelli auto-diagnostici e i test anticorpali.

Campagna vaccinale

Il 67,91% della popolazione in Svizzera è vaccinato con due dosi, secondo i dati diffusi dall'UFSP il 18 gennaio.  Fra la popolazione oltre i 12 anni, la quota sale al 77,27%. Inoltre, il 71,12% delle persone oltre i 65 anni e il 34,89% della popolazione hanno ricevuto il cosiddetto booster.

Il richiamo con un vaccino mRNA in Svizzera è raccomandato a tutte le persone a partire dai 16 anni già quattro mesi dopo l’immunizzazione di base. Lo ha annunciato l'UFSP il 21 dicembre.

Swissmedic ha approvato il booster anti-Covid-19 della Janssen (Johnson & Johnson). Pertanto, le persone di età pari o superiore ai 18 anni che hanno ricevuto il vaccino monodose Janssen almeno quattro mesi prima possono ricevere una dose di richiamo , ha indicato l'Istituto per gli agenti terapeutici in una nota il 27 dicembre 2021.

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L’UFSP e la CFV raccomandano la vaccinazione anti-Covid-19 con due dosi di vaccino anche ai bambini e alle bambine tra i 5 e gli 11 anni. La raccomandazione è destinata in particolare ai minori la cui salute è già fortemente compromessa a causa di una malattia cronica. Per quanto riguarda la tipologia di vaccino da utilizzare, UFSP e CFV spiegano che i bambini potranno venire vaccinati unicamente con Comirnaty, il preparato di Pfizer/BionTech omologato da Swissmedic lo scorso 10 dicembre.

Fino al 14 dicembre sono state 10'842 le notifiche di casi sospetti di effetti indesiderati dei tre preparati anti-Covid somministrati in Svizzera, su circa 12,9 milioni di dosi di vaccino inoculate, ha indicato Swissmedic. La maggior parte delle notifiche (64%) è stata classificata come "non grave". In 178 casi gravi le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione. Nonostante un’associazione temporale con l'inoculazione del vaccino, non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa del decesso sia stata la vaccinazione, puntualizza l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici.

Certificato Covid

Il 16 novembre 2021 è entrato in vigore il cosiddetto "certificato svizzero". Lo possono ottenere coloro che, grazie a un test sierologico, dimostrano di avere avuto la malattia e di aver conservato nel sangue anticorpi a sufficienza. La validità è di 90 giorni, prolungabile se un nuovo test prova che le condizioni sono ancora soddisfatte. L'attestazione vale solo sul territorio nazionale - per accedere a bar, ristoranti e altri luoghi chiusi - o al momento del rientro nei confini elvetici dall'estero.

Il certificato Covid ha superato il 28 novembre senza ostacoli la prova delle urne con il 62% dei voti. Le misure anti-Covid, vivacemente contestate nelle piazze elvetiche, sono dunque state sostenute della maggioranza dell’elettorato svizzero. 

Coronavirus e ricerca medica

Un vaccino contro la Covid-19 sotto forma di cerotto è testato dal 10 gennaio all'Unisanté di Losanna su 26 volontari sani. Potrebbe essere efficace contro le varianti e fornire una protezione a lungo termine contro la malattia. Questo vaccino di nuova generazione funziona secondo un principio diverso da quelli dei vaccini attuali e non utilizza l'RNA messaggero. Induce l'immunità cellulare piuttosto che la produzione di anticorpi, facendo affidamento sui linfociti T per eliminare le cellule infette dal virus e impedirne la replicazione.

L'impresa farmaceutica Pfizer ha depositato una richiesta di autorizzazione in Svizzera per il suo farmaco Plaxovid, contro la Covid-19. Lo ha annunciato l'autorità responsabile dell'autorizzazione dei medicamenti Swissmedic, che finora ha dato luce verde ad altri due farmaci: Il Ronapreve di Roche e il Regikrona, anche se quest'ultimo solo per un tempo limitato.    

L'anticorpo monoclonale scoperto al laboratorio Humabs Biomed di Bellinzona protegge anche dalla Omicron. È quanto risulta da un primo studio sulla nuova variante del coronavirus. Si tratta di una prima a livello mondialeLink esterno dato che, finora, nessuno aveva annunciato di avere un'attività neutralizzante anche contro la Omicron.

La cura contro la Covid-19 scoperta in Ticino è stata raccomandata dall'Agenzia europea per i medicinali. Non si tratta, per ora, di un’autorizzazione al 100% ma è un gran passo in avanti.

Un team di ricercatori dell’istituto di virologia e immunologia dell’Università di Berna sta sviluppando un vaccino anti Covid che può essere somministrato per via nasale. Il vaccino, sul quale i ricercatori stanno lavorando dall’inizio della pandemia, avrebbe anche il vantaggio di essere più efficace soprattutto contro le nuove varianti, secondo Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni. A differenza dei preparati “classici” a mRNA, quello in formato spray si baserebbe infatti su tutto il virus e non solo sulla proteina-spike.

I geni e i livelli di glucosio nel sangue giocano un ruolo cruciale nel decorso della Covid-19, secondo due studi che hanno coinvolto scienziate e scienziati svizzeri.

È stata scoperta una predisposizione genetica correlata a un grave decorso della malattia di Covid-19 e legata al sistema antigenico leucocitario umano. La scoperta è stata realizzata da un team di ricerca internazionale sotto la direzione dell’Ospedale Charité di Berlino e con la partecipazione dell’Ospedale cantonale argoviese di Baden. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista specializzata EClinicalMedicine.

Qual è la situazione alle frontiere?

Oltre 2'000 persone sono state sanzionate negli scorsi mesi per aver infranto le regole concernenti i tamponi e i documenti da presentare all'entrata in Svizzera. Più precisamente, fra il 20 settembre 2021 e il 9 gennaio 2022 sono state inflitte 1'070 multe per l'assenza di un test negativo e 1'393 per non aver compilato l'apposito formulario, ha riportato l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) lunedì 10 gennaio.

Dal 4 dicembre, chi entra in Svizzera - dai 16 anni di età - deve presentare un test negativo. Sono accettati i test PCR eseguiti non oltre 72 prima o quelli antigenici rapidi eseguiti non più di 24 ore prima. Le persone che non sono vaccinate o guarite devono sottoporsi a un secondo test - PCR o antigenico rapido - tra il quarto e il settimo giorno dopo l'entrata in Svizzera. Le nuove disposizioni non si applicano ai lavoratori frontalieri e neanche alle persone che entrano nella Confederazione dalle regioni di confine.

Alle persone di Stati terzi non vaccinate che desiderano entrare nello spazio Schengen da Paesi o regioni considerati a rischio è invece vietata l'entrata in Svizzera per soggiorni temporanei senza attività lavorativa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, ad eccezione di determinate deroghe (casi di rigore). Questo vale in particolare per il turismo e i soggiorni di visita.

Dal 20 settembre tutte le persone che entrano in Svizzera devono disporre di un certificato sanitario valido. Tutte le persone che valicano la frontiera in entrata - questa volta comprese quelle vaccinate e guarite - sono poi chiamate a riempire il Modulo di entrata SwissPLFLink esterno per consentire ai Cantoni di effettuare controlli a campione per verificare che le nuove disposizioni vengano rispettate. Non devono invece presentare test e formulario SwissPLF i frontalieri, chi transita senza fermarsi attraverso la Confederazione, chi trasporta merci o persone a titolo professionale, nonché le persone che entrano da regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale.

Alle persone di nazionalità elvetica e quelle straniere con permesso di domicilio in Svizzera è consentita l'entrata nel Paese anche se risultate positive al test del coronavirus. In questo caso la persona interessata deve mettersi direttamente in isolamento e annunciarsi al servizio medico cantonale entro due giorni.

Per maggiori informazioni sulle regole vigenti a seconda del Paese di provenienza, consultare il servizio della Confederazione TravelCheckLink esterno.

Come sta andando l'economia svizzera?

Secondo le previsioni della Banca nazionale svizzera, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere di "circa il 3,5%" quest'anno e di "circa il 3%" nel 2022. In precedenza, si era parlato di un aumento del Pil di circa il 3% quest'anno.

Il mercato del lavoro svizzero sembra assorbire relativamente bene la crisi provocata dalla pandemia, stando ai dati resi noti il 7 gennaio dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco). A fine dicembre il tasso di disoccupazione era al 2,6%, in calo di 0,9 punti sull'arco di un anno. Le persone alla ricerca di un impiego erano 209’676, 50’642 in meno rispetto a un anno prima.

Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) ha da parte sua rivisto al ribasso le sue stime per il 2022. L'anno prossimo il Pil elvetico dovrebbe salire del 3,0%, a fronte del +3,6% pronosticato a inizio ottobre.

Tuttavia, la pandemia pesa sulle prospettive finanziarie degli svizzeri e delle svizzere, come si era già denotato lo scorso anno. La maggioranza è anche preoccupata per l'inflazione, secondo uno studio di Comparis diffuso lunedì 27 dicembre. La percentuale di coloro che prevedono un peggioramento della propria situazione finanziaria è comunque in lieve calo.

Qual è la situazione degli svizzeri che vivono all'estero?

Le svizzere e gli svizzeri residenti all'estero, i loro parenti stretti (coniugi, figli, genitori e suoceri che vivono nella stessa abitazione) e i frontalieri senza assicurazione sanitaria obbligatoria possono farsi vaccinare nella Confederazione.

Molte persone di nazionalità svizzera residenti all'estero si sono trovate in grandi difficoltà finanziarie a causa della pandemia. In Paesi dove i salari sono bassi, i risparmi sono rari e le misure di sostegno pubblico sono scarse, numerose persone espatriate hanno dovuto prendere decisioni cruciali.

La Confederazione ha fornito un aiuto alle svizzere e agli svizzeri all'estero che hanno perso il lavoro o il cui reddito è sceso a un livello talmente basso da non poter più garantire il sostentamento. Sono stati sostenuti anche le persone che lavorano nel settore del turismo e che hanno un reddito insufficiente.

Come sta evolvendo la pandemia nel mondo?

Le campagne di vaccinazione sono in corso nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Ci potrebbero però volere mesi o addirittura anni prima che il 50-75% della popolazione venga vaccinata, ciò che consentirebbe di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

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Dove trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Purtroppo non possiamo fare ricerche e rispondere a domande individuali. Si prega di controllare i seguenti siti web ufficiali della Confederazione per le informazioni più accurate e aggiornate.

Infoline per chi viaggia in Svizzera: +41 58 464 44 88 (6am-11pm)

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

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