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Coronavirus: la situazione in Svizzera

Keystone / Peter Schneider

Il numero di contagi è sceso e la situazione sul fronte pandemico è buona, ma ciò non scongiura un peggioramento nelle prossime settimane con l'abbassamento delle temperature. Attualmente, il virus colpisce soprattutto la fascia dai 10 ai 19 anni. Resta insufficiente la quota di persone immunizzate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2021 - 15:12
swissinfo.ch con agenzie e RSI
  • Sul fronte vaccini si assiste a un'accelerazione, con una media di 30'000 inoculazioni al giorno, ma il livello di persone immunizzate è ancora basso.
  • La maggior parte delle persone ricoverate per via della Covid-19 non sono vaccinate.
  • Dall'11 ottobre i test Covid per gli asintomatici sono a pagamento. 
  • La Confederazione non parteciperà quindi più alle spese per i test delle persone non vaccinate e asintomatiche che necessitano del certificato Covid. 
  • Nessun prezzo di riferimento è stato fissato per i test. Le farmacie, i medici generici e i centri ufficiali di test nei Cantoni sono liberi di fissare la propria tariffa.
  • Continueranno a essere gratuiti i test per le persone che manifestano sintomi, per chi ha meno di 16 anni, chi non può vaccinarsi per ragioni mediche e, per chi, fino a fine novembre, ha assunto una prima dose di vaccino ed è in attesa della seconda.
  • Per i viaggiatori provenienti dall'estero: fino al 24 ottobre 2021, tutti i certificati di vaccinazione stranieri (come quello dell'OMS) sono validi per l'accesso a strutture o eventi che lo richiedono.
  • I cittadini svizzeri che vivono all'estero e le loro famiglie, così come i frontalieri senza assicurazione sanitaria obbligatoria, possono essere vaccinati in Svizzera.
  • Il 28 novembre, il popolo svizzero si esprimerà sulla Legge Covid-19. Al centro del dibattito il certificato sanitario. 

Per accedere ai dati completi aggiornati sulla pandemia, consultare Coronavirus: i numeri in Svizzera o il nostro articolo qui sotto.

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Come sta evolvendo la pandemia in Svizzera?

La nuova ondata di coronavirus in Svizzera sembra aver perso slancio. La situazione sul fronte pandemico è relativamente buona: il numero di contagi è sceso, con una tendenza alla stabilizzazione al di sotto dei 1'000 nuovi casi giornalieri (il 15 ottobre erano 952), ma nelle prossime settimane potremmo assistere anche a un aumento delle infezioni e dei ricoveri. Per questo è importante vaccinarsi, ha dichiarato mercoledì 13 ottobre Patrick Mathys, dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Insomma, la situazione, nonostante qualche schiarita, rimane "sfavorevole".

Attualmente il virus circola soprattutto tra le persone tra i 10 e i 19 anni: con la fine delle vacanze scolastiche d'autunno e una maggiore presenza di persone in locali chiusi, potremmo assistere a un incremento della trasmissione del virus. Per questo la prudenza è d'obbligo, ha messo in guardia Mathys il 13 ottobre.

La riduzione del numero di nuovi casi registrati è molto probabilmente legata alla netta diminuzione delle persone di ritorno da un viaggio all'estero, ha detto il 21 settembre la vicepresidente della Task force scientifica della Confederazione Samia Hurst. Secondo l'esperta, tuttavia, con l'arrivo del tempo più fresco in autunno e il conseguente cambiamento del comportamento delle persone i casi torneranno ad aumentare.

>> Leggi: Coronavirus: i numeri in Svizzera

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Campagna vaccinale

Il 61,5% della popolazione è completamente vaccinato, stando ai dati pubblicati il 15 ottobre dall'UFSP. In totale sono state somministrate 10'825'881 dosi di vaccino.

Sul fronte vaccinazioni, al momento, si assiste a un'accelerazione, con una media di 30'000 inoculazioni al giorno, ma il livello di persone immunizzate è ancora troppo basso, ha dichiarato il 13 ottobre Patrick Mathys, capo della sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale all'UFSP.

Nel 90% dei casi i preparati omologati in Svizzera proteggono da un ricovero, ha aggiunto Mathys. La maggior parte delle persone all'ospedale non è stata infatti vaccinata. Attualmente, l'età mediana dei ricoverati è di 55 anni. Tra gli aspetti positivi, invece, il numero di decessi rimane basso, anche se con una tendenza alla stabilizzazione.

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Il Consiglio federale sta pianificando una "vasta offensiva" per aumentare la quota degli immunizzati destinata soprattutto gli indecisi. Questa iniziativa, che costerà 150 milioni di franchi, si tradurrebbe in una settimana nazionale di vaccinazione, unità mobili supplementari e offerte d'informazione personali. Lo scopo è aumentare la quota di vaccinati e poter così eliminare le restrizioni legate al certificato sanitario.

La prospettiva di una ricompensa finanziaria, anche modesta, motiva le persone a farsi vaccinare contro il coronavirus. È quanto emerge da uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista Science, a cui hanno partecipato anche ricercatori dell'Università di Basilea, Zurigo e Losanna. Precedenti studi avevano al contrario dimostrato che gli incentivi monetari non portavano i frutti sperati o risultavano addirittura controproducenti.

Anche il vaccino di Johnson & Johnson (Janssen) è ora utilizzato in Svizzera. La Confederazione ha acquistato 150'000 dosi di questo vaccino a vettore virale e la distribuzione ai Cantoni è iniziata il 4 ottobre. Il vaccino Janssen è consigliato a tutte le persone dai 18 anni in su che non possono farsi immunizzare con un vaccino a mRNA per motivi medici o che rifiutano di essere vaccinate con essi. Per le donne incinte o le persone immunodeficienti, continua a essere raccomandato uno dei due preparati a mRNA, di Moderna e Pfizer, fino ad oggi gli unici utilizzati nella Confederazione.

Le autorità sanitarie svizzere consigliano alle persone che hanno già contratto il coronavirus di farsi vaccinare entro tre mesi dalla guarigione, e non più entro sei. Una raccomandazione motivata dalla preponderanza della variante Delta.

Se tutta la popolazione fosse vaccinata, si potrebbero evitare in Svizzera tra le 21'000 e le 42'000 ospedalizzazioni, secondo Samia Hurst della Task force scientifica Covid-19 della Confederazione. Nove ricoveri su dieci possono essere evitati con il vaccino.

>>Leggi: Una delle conseguenze del contagio da Sars-Cov-2 è la perdita dell'olfatto. Come riacquistarlo?Link esterno

I vaccini utilizzati in Svizzera offrono un'immunizzazione superiore ai 12 mesi, ha comunicato il 15 giugno l'UFSP. Nuovi richiami non saranno quindi necessari per nessuno in Svizzera prima del 2022.

I vaccini mRNA proteggono gli adulti da gravi decorsi di coronavirus per un periodo fino a tre anni, mentre per circa 16 mesi proteggono anche da lievi casi di malattia provocati dal virus, secondo la Task force scientifica.

In Svizzera, fino al 15 ottobre sono state esaminate 8'757 notifiche di sospette reazioni avverse da medicamenti in relazione alle vaccinazioni anti-Covid. Nei due terzi dei casi si è trattato di effetti considerati non gravi, ha indicato Swissmedic. In 150 casi gravi le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione, ma nonostante un’associazione temporale con la vaccinazione, non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa del decesso sia stata la somministrazione del vaccino, scrive l'istituto.

Certificato Covid

Il certificato Covid svizzero è pienamente integrato nella piattaforma UE dal 9 luglio. Il documento elvetico dotato di codice QR (in forma cartacea o digitale) è valido in tutti gli Stati membri dell’UE e in quelli non facenti parte dell’Unione che hanno deciso di aderire alla piattaforma. Gli spostamenti risultano più facili e i vaccinati e i guariti dalla Covid-19 non devono più fare il tampone per recarsi in questi Paesi. Allo stesso tempo, il certificato digitale Covid dell’UE è valido per i viaggi nel territorio della Confederazione.

Dal 13 settembre, il certificato è necessario anche all’interno di ristoranti e bar. Anche l’accesso alle strutture culturali e per il tempo libero, quali musei, biblioteche, giardini zoologici, centri fitness e piscine coperte è limitato alle persone vaccinate, guarite o risultate negative al test. In caso di inosservanza dell'obbligo sono previste multe di 100 franchi.

UFSP

Il 28 novembre il popolo svizzero si esprimerà nuovamente sulla Legge Covid. Lo scorso 8 luglio, tre comitati referendari hanno consegnato un totale di 74'469 firme valide alla Cancelleria federale contro la modifica della Legge Covid-19Link esterno, adottata il 19 marzo 2021. Nati durante la pandemia, questi movimenti cittadini senza affiliazione partitica chiara criticano l'estensione dei poteri del Consiglio federale e in particolare il certificato Covid.

Il certificato Covid è stato introdotto nella maggior parte delle dodici università pubbliche del Paese, in cui i corsi sono ricominciati il 20 settembre. Una decisione che ha creato qualche polemica, anche legate alle diverse modalità con cui gli atenei hanno introdotto e gestiscono questo obbligo.

Le procedure per ottenere un certificato Covid svizzero per le persone vaccinate all'estero sarà semplificato. Il Governo ha comunicato il 24 settembre che verrà creata una piattaforma online centralizzata che permetterà alle persone in arrivo in Svizzera di scaricare informazioni e documenti necessari. Come è già il caso, potranno ottenere un certificato Covid svizzero tutte le persone che hanno ricevuto, all'estero, un vaccino approvato dall'Agenzia europea del farmaco. Ciò concerne, oltre a quelli già omologati in Svizzera - Moderna, Pfizer/BioNtech e Johnson & Johnson - anche il preparato di AstraZeneca. La piattaforma sarà probabilmente accessibile dall'11 ottobre.

Coronavirus e ricerca medica

Il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) e il Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno scoperto un anticorpo monoclonale molto potente che mira alla proteina spike del SARS-CoV-2 ed è in grado di neutralizzare le differenti variantiLink esterno. "Lo sviluppo di questo nuovo anticorpo segna una tappa decisiva nella battaglia alla pandemia", hanno indicato i due istituti romandi in un comunicato congiunto.

I vaccini contro la Covid-19 sono meno efficaci per i pazienti con il sistema immunitario inibito. È la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori dell'Inselspital di Berna in uno studio pubblicato su The Lancet Rheumatology il 16 settembre. Gli anticorpi che proteggono contro la Covid-19 sono stati individuati solo nella metà dei pazienti che utilizzano i farmaci immunosoppressori Rituximab o Ocrelizumab, benché tutte le persone interessate siano state vaccinate con uno dei vaccini omologati in Svizzera.

È stata scoperta una predisposizione genetica correlata a un grave decorso della malattia di Covid-19 e legata al sistema antigenico leucocitario umano. La scoperta è stata realizzata da un team di ricerca internazionale sotto la direzione dell’Ospedale Charité di Berlino e con la partecipazione dell’Ospedale cantonale argoviese di Baden. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista specializzata EClinicalMedicine.

Dopo aver sviluppato un anticorpo capace di contrastare il coronavirus, l'Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona è ora in attesa di poter dare il via alla sperimentazione sull'uomo. Un antidoto potrebbe arrivare per la fine del 2022.

Quali sono le ultime misure decise dal governo?

Dall'11 ottobre, i test Covid non sono più gratuiti. Secondo il Consiglio federale non sta alla collettività pagare i costi per le persone che non vogliono vaccinarsi. I test resteranno comunque gratuiti per alcuni gruppi della popolazione. Chi ha già ricevuto la prima dose di vaccino potrà approfittare della gratuità dei test fino a fine novembre. Non mettono mano al portafoglio nemmeno le persone che per motivi medici non possono essere vaccinare e coloro che hanno meno di 16 anni. Per maggiori informazioni, visitate il sito dell'UFSPLink esterno

Le persone che presentano sintomi, possono accedere al test gratuito. Tale test permette di ricevere un documento che attesta la positività o la negatività al virus, ma questo non fungerà da certificato Covid, e mancherà il famoso QR-code di identificazione, secondo la volontà della Confederazione.

Nessun prezzo di riferimento è stato fissato per i test. Le farmacie, i medici generici e i centri ufficiali di test nei Cantoni sono liberi di fissare la propria tariffa secondo le regole del libero mercato. Finora la Confederazione rimborsava al massimo 47 franchi per ogni test e la raccomandazione della Confederazione è di mantenere il prezzo attorno ai 50 franchi.

L'esecutivo svizzero ha comunicato l'estensione dell'obbligo del certificato vaccinale a partire da lunedì 13 settembre. Il certificato Covid, prima in vigore per accedere alle discoteche e alle manifestazioni con più di 1'000 persone, è ora richiesto anche per altri luoghi di svago all'interno, tra cui i ristoranti e i cinema.

Per quanto riguarda le misure sanitarie, gli ultimi allentamenti sono entrati in vigore il 26 giugno e sono raffigurati nell'immagine seguente:

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Qual è la situazione alle frontiere?

Da lunedì 20 settembre tutte le persone che entrano in Svizzera devono disporre di un certificato sanitario valido. Lo ha deciso il governo federale per prevenire un aumento del numero di contagi dovuto al rientro dalle vacanze autunnali.

L'obbligo di disporre di un tampone negativo per entrare nella Confederazione vale per tutti coloro che non sono vaccinati o guariti, e ciò indipendentemente da dove provengono e con quale mezzo di trasporto hanno viaggiato. Chi in dogana non può presentare un test negativo deve sottoporsi al test immediatamente dopo l'entrata in Svizzera.

Dopo un periodo compreso tra quattro e sette giorni, i non vaccinati o guariti devono, a loro spese, farsi testare nuovamente. Il risultato va inoltrato al servizio cantonale competente.

Tutte le persone che valicano la frontiera in entrata - questa volta compresi i vaccinati e i guariti - sono poi chiamati a riempire il Modulo di entrata SwissPLFLink esterno per consentire ai Cantoni di effettuare controlli a campione per verificare che le nuove disposizioni vengano rispettate.

Non devono invece presentare test e formulario SwissPLF i frontalieri, chi transita senza fermarsi attraverso la Confederazione, chi trasporta merci o persone a titolo professionale, nonché le persone che entrano da regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale. Sono esentati dal test, ma non dal Modulo di entrata, anche i minori di 16 anni.

Chi non rispetta le nuove disposizioni federali può essere multato: 200 franchi in caso di assenza di certificato sanitario, 100 franchi per un modulo non compilato.

Agli svizzeri e agli stranieri con permesso di domicilio in Svizzera è consentita l'entrata nel Paese anche se risultati positivi al test del coronavirus. In questo caso la persona interessata deve mettersi direttamente in isolamento e annunciarsi al servizio medico cantonale entro due giorni.

Per maggiori informazioni sulle regole vigenti a seconda del Paese di provenienza, consultare il servizio della Confederazione TravelCheckLink esterno.

Come sta andando l'economia svizzera?

La prevista ondata di fallimenti aziendali legata alla pandemia non si sta ancora verificando in Svizzera: le chiusure sono solo leggermente aumentate nel 2021, mentre si conferma il boom di nuove imprese. E nel contempo aumentano le bancarotte di privati. Sono queste, in estrema sintesi, le indicazioni che emergono dalle statistiche pubblicate il 6 settembre dalla società di informazioni economiche Creditreform. 

L'epidemia di coronavirus è costata alla Svizzera 39 miliardi di franchi. Lo ha detto il ministro delle finanze Ueli Maurer in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung pubblicata il 30 giugno. Se si tiene conto anche di perdite non esattamente quantificabili la pandemia dovrebbe costare economicamente tra i 60 e i 70 miliardi di franchi, ha precisato. La riduzione del debito causato dalla pandemia dovrebbe però essere possibile nel corso delle due o tre prossime legislature senza misure di austerità dolorose, ha aggiunto Maurer.

Un Recovery Plan per rilanciare il turismo svizzero, in difficoltà a causa della crisi pandemica è stato adottato il primo settembre dal Consiglio federale. Il programma prevede tre fasi. La prima consiste in fondi supplementari per 30 milioni di franchi che saranno destinati alla promozione della domanda per il periodo 2022-2023. Venti milioni verranno impiegati per le attività di marketing di Svizzera Turismo, i restanti dieci per il sostegno finanziario ai partner turistici. Tra gli scopi principali ci sono la riconquista degli ospiti stranieri e il rafforzamento dello sviluppo del turismo sostenibile.

Secondo le proiezioni del FMI, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere del 3,5% quest’anno e del 2,8% l’anno prossimo, confermando così le sue precedenti stime di aprile. 

Qual è la situazione degli svizzeri che vivono all'estero?

Il governo svizzero ha confermato il 25 agosto l'estensione dell'accesso alla vaccinazione in Svizzera anche a chi non vive nella Confederazione. Rientrano nella misura tutte le persone che hanno un legame stretto con il Paese e non possiedono l'assicurazione sanitaria obbligatoria, cioè gli svizzeri residenti all'estero e i loro parenti stretti (coniugi, figli, genitori e suoceri che vivono nella stessa abitazione) e i frontalieri. I costi sono a carico della Confederazione.

Molti svizzeri all'estero si sono trovati in grandi difficoltà finanziarie a causa della pandemia. In Paesi dove i salari sono bassi, i risparmi sono rari e le misure di sostegno pubblico sono scarse, numerosi espatriati elvetici si sono trovati di fronte a decisioni cruciali.

La Confederazione ha fornito un aiuto agli svizzeri all'estero che hanno perso il lavoro o il cui reddito è sceso a un livello talmente basso da non poter più garantire il sostentamento. Sono stati sostenuti anche gli svizzeri all'estero che lavorano nel settore del turismo e che hanno un reddito insufficiente.

Come sta evolvendo la pandemia nel mondo?

Le campagne di vaccinazione sono in corso nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Ci potrebbero però volere mesi o addirittura anni prima che il 50-75% della popolazione venga vaccinata, ciò che consentirebbe di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

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Dove trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Purtroppo non possiamo fare ricerche e rispondere a domande individuali. Si prega di controllare i seguenti siti web ufficiali della Confederazione per le informazioni più accurate e aggiornate.

Infoline per chi viaggia in Svizzera: +41 58 464 44 88 (6am-11pm)

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

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